osservatorio meteorologico, sismico e radioamatoriale in Val di Bisenzio
Il Giappone è stato devastato da una fortissima scossa di terremoto, seguita da gigantesche onde di tsunami. Al momento più di mille risultano le vittime, e diecimila i dispersi. La scossa ha avuto una magnitudo 8.9, è stata registrata alle 6.46 ora italiana (14.46 in Giappone), con epicentro nelle acque del Pacifico, a 24 km di profondità e a 130 km dalla prefettura settentrionale di Miyagi. Sotto il sismogramma della nostra stazione sismica. Il sistema ha rilevato l'inizio del terremoto circa 11 minuti dopo l'origine in quanto le onde hanno percorso circa 9500 Km prima di arrivare da noi. Per la nostra zona è stato un terremoto strumentale che ha fatto oscillare il sensore per oltre 1 ora. Il terremoto e il conseguente tsunami, con onde alte fino a 10 metri, sono stati determinati dalla rottura longitudinale di una faglia lunga 400 chilometri, causata dalle spinte contrapposte della placca Pacifica e di quella Euro-Asiatica. E' stata, dice l'Agenzia meteorologica giapponese, la più potente scossa mai registrata nel paese e tra le dieci più potenti degli ultimi 150 anni e una delle piu' forti da quando si registrano i terremoti. Secondo gli esperti il terremoto di magnitudo 8,9 che ha colpito il Giappone, ha provocato lo spostamento dell'asse terrestre. Tuttavia è ancora molto presto per determinarne l'entità. Secondo una prima stima dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) l'asse si è spostato di "quasi 10 centimetri", ma per il Centro di Geodesia spaziale dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) è necessario raccogliere ancora molte misure prima di avere la misura esatta.
L'istituto geologico americano Usgs ha registrato l'epicentro in mare a 130 chilometri dalle coste del Nord-Est e ad una profondità di 24 chilometri. Circa mezz'ora dopo la scossa devastante, ne è stata registrata un'altra di magnitudo 7.8, alle 15.15 locali (le 7,15 in Italia) al largo della prefettura di Ibaraki, alla profondità di 80 km. Subito gli impianti nucleari hanno bloccato in automatico le attività a seguito delle scosse. Esplosioni alla centrale nucleare di Daiichi doce si è verificata una pericolosa fuga di gas radioattivo. Centinaia le scosse di assestamento. I piccoli movimenti rilevati sono terremoti strumentali, ma comunque di magnitudine importante. Telefoni in tilt, resiste internet. Subito dopo la scossa le comunicazioni telefoniche, sia da fisso che da cellulare, sono andate in tilt nell'area di Tokyo, dove invece ha resistito l'infrastruttura Internet, tramite la quale la gente ha continuato a scambiarsi informazioni in tempo reale sulla situazione. L'antenna in cima alla Tokyo Tower, il simbolo della capitale nipponica e della ricostruzione post-bellica, si è piegata a causa delle scosse di terremoto del pomeriggio. Lo riferiscono le tv nipponiche.
Anche la rete mondiale dei radioamatori è in allerta a sostegno delle comunicazioni di emergenza da e per il Giappone. Sul sito http://www.iaru-r1.org tutte le notizie in merito.
l'arrivo dell'onda anomala la tokio tower, simbolo della città
propagazione dello tsunami nel pacifico
il tracciato del sensore di valbisenziometeo del giorno 11.03.2011: è ben visibile la prima fortissima scossa e tutte le successive.
La ricostruzione al computer mostra come si è propagato lo tsunami nelle 24 ore successive al sisma.
Immagine elaborata dalla NOAA, The National Oceanic and Atmospheric Administration